Oleolito di Cipresso

 Benvenuti!

Oggi vi voglio parlare di un oleolito che ogni anno adoro preparare ed utilizzare e che trovo molto efficace e versatile: l'oleolito di Cipresso.

Come già avevamo visto quando vi avevo parlato dell'Iperico, l'oleolito è un tipo di estrazione dei principi attivi di una pianta tramite la sua macerazione in olio vegetale; ovviamente verranno estratti, tra tutti i principi attivi, solo quelli liposolubili, cioè quelli che si sciolgono in una sostanza grassa.

Nel caso particolare del Cipresso, la parte della pianta che si mette a macerare sono le bacche, meglio conosciute come "coccole", che vengono raccolte intorno ai mesi di febbraio-marzo, quando sono ancora verdi.


La proprietà principale di questo oleolito è quella vasocostrittrice, cioè induce una costrizione, un restringimento, dei vasi sanguigni. Per questo motivo viene utilizzato soprattutto in caso di insufficienza venosa, fragilità capillare, gambe gonfie e pesanti. Utilissimo in caso di emorroidi e varici grazie alla sua proprietà astringente e tonificante dei capillari. Ha anche proprietà cicatrizzanti, che lo rendono quindi adatto per il trattamento di ragadi e geloni. 

Come tutti gli oleoliti, si può utilizzare direttamente sulla pelle per fare dei massaggi sulle parti interessate, oppure può essere inserito come ingrediente per realizzare creme o unguenti, magari aggiungendo anche degli oli essenziali specifici, per potenziarne l'azione. Questa foto, per esempio, è di un unguento per le emorroidi che avevo preparato unendo all'oleolito di Cipresso, burro di karité e oli essenziali di menta, limone e lavanda:


Ma oltre alle sue indubbie proprietà e alla sua innegabile bellezza estetica, quello che mi affascina del Cipresso è la sua origine collegata ad un antico mito greco. C'era un bellissimo giovane cacciatore, Ciparisso, di cui Apollo si era invaghito. Ciparisso era il custode di un cervo dalle corna dorate, sacro alle ninfe, al quale era molto affezionato. Durante una battuta di caccia, per errore, lo uccise trafiggendolo con la sua lancia. Il suo dolore per la morte del cervo era enorme e, nonostante i tentativi di Apollo di consolarlo, chiese di poter essere immortale per poter essere in lutto e piangere per sempre questa perdita. Gli dei accolsero le sue preghiere e Ciparisso fu trasformato in un albero alto, elegante, sempreverde che da sempre, infatti, viene associato al lutto e al ricordo dei defunti.

Spero che questo post vi sia stato utile. Come al solito se avete domande o richieste potete contattarmi direttamente qui sul blog, via mail o sui profili Facebook e Instagram.

Vi abbraccio!

Susanna



Il Tempeh

 Benvenuti!

Credo che la cosa più divertente quando si cerca di cambiare alimentazione sia la scoperta di nuovi alimenti che non abbiamo mai assaggiato o dei quali non conoscevamo nemmeno l'esistenza! Quando sono diventata vegetariana, e dopo qualche anno vegana, mi si è aperto un mondo di sapori, colori e possibilità che non credevo possibile, e mi sono accorta di quanto in realtà la mia alimentazione "onnivora" fosse veramente banale e monotona. Una delle scoperte più piacevoli fatte è stato il Tempeh, ed è proprio di questo alimento che vi voglio parlare oggi, per vedere insieme quali sono le sue proprietà e come poterlo utilizzare in cucina.

Intanto, cosa è il Tempeh? E' un alimento fermentato a base di soia gialla che si presenta come un panetto compatto in cui, infatti, si possono riconoscere i fagioli di soia che sono stati fatti fermentare e sono stati pressati. 


Il primo vantaggio è proprio questa consistenza compatta che ha, che lo rende comodo da tagliare in fette più o meno sottili, in bocconcini, o tritato a coltello per fare un ragù o come base per burger e polpette. Inoltre questa consistenza è gratificante, soprattutto per chi è all'inizio della transizione da alimentazione "onnivora" ad alimentazione vegan, visto che spesso è proprio in questa fase che si sente la mancanza di consistenze più "carnose".

Da un punto di vista nutrizionale è un alimento formidabile. Innanzi tutto è un'ottima fonte di proteine; ricordiamo infatti che la soia di cui è composto contiene tutti gli aminoacidi essenziali, ma, rispetto alla semplice soia, ha il vantaggio di essere un alimento fermentato, cosa che lo rende molto più digeribile e risolve il problema del meteorismo che a volte viene causato dall'ingestione di legumi. Oltre alle proteine ricordiamo che il Tempeh è ricco di fibre, di calcio, fosforo, potassio, Omega3 ed è povero di grassi e di calorie. Per la sua ricchezza in proteine viene spesso chiamato "carne di soia", ma a me questa definizione sembra molto limitativa in quanto la carne non contiene fibre e in più contiene grassi saturi e colesterolo.. quindi per me la sfida la vince il Tempeh!

Altro vantaggio? Essendo già fermentato e parzialmente cotto, la sua preparazione in cucina è molto semplice e veloce: basterà marinarlo o insaporirlo e con un paio di minuti in padella è pronto.

A tal proposito vi regalo una ricettina che a noi piace tantissimo: il Tempeh alle mandorle (trasposizione in chiave vegan del più famoso pollo alle mandorle). Intanto vi faccio vedere la foto di quello che ho preparato per pranzo un paio di giorni fa, e sotto la foto vi metto la ricetta se volete provare a farlo.



Ingredienti:

(dose per 4 persone) 150 gr di Tempeh, 1 cucchiaio di salsa di soia shoyu, 50 gr di mandorle sgusciate, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva (uno per la marinatura e uno per la cottura), 1 cucchiaio di succo di limone, 1 cucchiaio di amido di mais (o di farina di riso o di farina di grano tenero di tipo 1), 1 bicchiere di acqua, 1 spicchio d'aglio, 1 pizzico di sale marino integrale; facoltativo: 1 cucchiaino di succo di zenzero o mezzo cucchiaino di zenzero secco in polvere. 

Preparazione:

In una padella antiaderente già calda fate tostare a fuoco basso per un paio di minuti le mandorle, mescolandole di continuo con un cucchiaio di legno; tenetele da parte. Tagliate a tocchetti il Tempeh, mettetelo in una ciotola e conditelo con un cucchiaio di olio, uno di Shoyu, uno di succo di limone e un pizzico di sale. Se questo passaggio avete modo di farlo in anticipo (anche lasciandolo riposare per tutta la notte in frigorifero) il risultato sarà ancora più saporito. Infarinate i bocconcini di tempeh e fateli dorare per qualche minuto in una padella dove avrete fatto scaldare un cucchiaio di olio e lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Aggiungete l'acqua, le mandorle, mescolate bene, coprite e proseguite la cottura a fuoco basso: si formerà una bella cremina che renderà il piatto ancora più appetitoso. Se volete dare un tocco orientale aggiungete lo zenzero. Pronto! Per comodità potete anche preparare questo piatto in anticipo, conservarlo in frigo e riscaldarlo al momento, ricordandovi di aggiungere un goccio d'acqua per rendere più fluida la crema.

Spero che questo post vi sia piaciuto! Se vi ho convinti a provare il Tempeh fatemelo sapere... aspetto i commenti e le foto dei vostri piatti! Come sempre se avete bisogno di suggerimenti o chiarimenti mi potete scrivere un commento su questo blog, mandarmi una mail (susanna.ceccanti@email.it) o contattarmi sulla pagina Facebook o sul profilo Instagram.

Vi abbraccio!

Susanna


Ortica

Benvenuti! :-)

E' arrivato finalmente il momento di parlarvi di una delle piante che ho più a cuore e che purtroppo spesso viene trascurata se non addirittura estirpata etichettandola in modo semplicistico e superficiale come "erbaccia"! Oggi infatti il post è tutto dedicato all'Ortica, pianta che da sempre racchiude in sé potenza e magia, capacità di irritare e grande potere curativo. Fin dall'antichità le è stato riconosciuto questo status ambivalente e allo stesso tempo potente e da sempre è stata utilizzata e associata a rimedi erboristici e magici.

Molti sono i modi in cui questa pianta meravigliosa e versatile può essere utilizzata: si può essiccare per farne infusi, si può utilizzare come tintura madre, come succo o si può inserire nella nostra alimentazione in svariati modi. Inoltre è facilmente reperibile perché è una pianta infestante perenne, comune in tutti i terreni, specialmente in quelli ricchi di azoto. Le foglie si raccolgono tutto l'anno, quindi ogni volta che andiamo a fare una passeggiata nella natura incontaminata possiamo farne scorta (ovviamente portiamo con noi un bel paio di guanti di gomma per proteggere le nostre mani durante la raccolta!). Ecco quella che ho raccolto durante la mia ultima passeggiata:


Le foglie contengono clorofilla in abbondanza e questo conferisce alla pianta una spiccata proprietà antianemica. Non a caso infatti  è consigliata in caso di anemia, ma anche in caso di convalescenza, denutrizione e di esaurimento, dato che le foglie sono ricchissime di sali minerali, come il silicio, il fosforo, il magnesio, il calcio, il manganese e il potassio, ma anche di vitamine A, C e K.

La pianta possiede anche proprietà vasocostrittrice (contrae i vasi sanguigni) ed emostatica (ferma le emorragie), quindi è impiegata specialmente nei casi di emorragie nasali e uterine. È utilissima inoltre per le donne che soffrono di mestruazioni abbondanti.

Ha azione depurativa, diuretica e alcalinizzante ed è quindi utilizzata in caso di gotta, di calcoli renali e cistite.

Inoltre agisce sull'apparato digerente in quanto ha la capacità di stimolare la secrezione del succo pancreatico e la motilità dello stomaco; per questo ci aiuta a digerire e ad assimilare correttamente ciò che mangiamo.

Tra i suoi componenti troviamo anche i tannini, noti per la loro proprietà astringente, ed è perciò indicata in caso di dissenteria.

Le donne native americane utilizzavano l'ortica per facilitare il parto, per arrestare le emorragie uterine post parto e per aumentare la secrezione di latte.

Per uso esterno l'ortica viene impiegata prevalentemente per applicazioni sul cuoio capelluto come antiforfora e antiseborroico; viene utilizzata anche per risciacquare i capelli per renderli lucidi. 

Ma come vi avevo anticipato, l'Ortica non è solo bella e brava, ma è anche buona! Inserirla nella nostra alimentazione è un modo intelligente per variare la nostra dieta ed arricchirla di proprietà benefiche per la nostra salute. Vi potete sbizzarrire tra risotti, minestre, zuppe, gnocchi, frittate e torte salate. Ho pensato di lasciarvi il modo in cui forse preferisco mangiarla: il pesto! Ecco la foto dell'ultimo pesto che ho fatto:

Ed ecco la  ricetta, semplice e veloce!

Ingredienti:

·         100 gr di ortiche pulite

·         50 gr circa di noci

·         2 cucchiai di lievito alimentare secco in scaglie

·         1 spicchio di aglio

·         4 cucchiai d’olio extravergine d'oliva

·         sale e pepe

Lavate bene le ortiche e mettetele in un mortaio con le noci, l'aglio e un pizzico di sale e iniziate a pestarle con l'aiuto di un pestello aggiungendo a filo l'olio. Quando avrà raggiunto la consistenza desiderata, aggiungete il lievito alimentare e regolate di sale. Perfetto per condire una pasta o da spalmare su crostini che stupiranno i vostri ospiti!

Per oggi mi fermo qui! Come sempre se avete voglia di commentare o se avete domande potete contattarmi qui sul blog, sulla pagina Facebook o sul profilo Instagram.

Vi abbraccio!

Susanna

Desideri per l'anno nuovo

 Benvenuti!

Vi avevo promesso nel post di fine anno su Facebook e Instagram che saremo tornati sul discorso dei desideri, e quindi eccomi qui! Mi sembra proprio un ottimo argomento come primo post di questo nuovo anno.

Premessa doverosa. Aprite un qualsiasi motore di ricerca e cercate "desideri", "lista dei desideri", "scrivere desideri", o parole chiave attinenti. Vi si apriranno un'infinità di siti, dai più seri a quelli che semplicemente hanno fatto copia-incolla dai siti più seri. Ognuno che vi promette un cambio definitivo della vostra vita a tempo record. Quindi non sarò certo io a spiegarvi in cosa consiste questo metodo! Quello che mi interessa fare, come sempre, è fare un passetto indietro e aprire una riflessione su cosa c'è dietro a tutto questo. 

Mi spiego meglio. Sono convinta anche io che prendere un quadernino nuovo, una bella penna e mettere nero su bianco i propri desideri sia un gesto potente che molto spesso può portare a vere e proprie svolte nelle nostre vite. Quello che mi lascia un po' scettica è la standardizzazione del metodo e la promessa di risultati sconvolgenti semplicemente tramite l'applicazione di un metodo standardizzato. Andiamo, siamo troppo meravigliosamente unici per poter credere che una cosa che vada bene a me vada bene anche a voi, esattamente allo stesso modo! Ognuno di noi ha il proprio mondo interiore, il proprio background, il proprio modo di interpretare quello che vede, e pensare che un qualsiasi coach motivazionale (improvvisato o meno) possa darvi la chiave per risolvere ogni vostro problema nel tempo di leggere un suo post mi sembra quantomeno ottimista! 

Perché vi scrivo tutto questo? Perché spero che passi il messaggio che l'evoluzione personale, che dobbiamo sempre perseguire, deve passare necessariamente da un lavoro accurato, costante e spesso faticoso (ma allo stesso tempo stimolante!) che facciamo su noi stessi per un lungo periodo; quindi dubitate di chi vi offre soluzioni immediate e prive di fatica! Il sostegno, la guida e l'ispirazione di persone competenti è sicuramente fondamentale e molte volte necessario, ma nessuno potrà fare mai il lavoro al posto nostro. Come ripeteva spesso uno dei primi Maestri buddhisti che ho avuto: "Posso portare il cavallo al fiume, ma non posso obbligarlo a bere". Questa prospettiva non deve scoraggiarci ma solo motivarci: se il cambiamento è nelle mie mani, ho tutto quello che mi serve per cambiare! 

Quindi, tornando all'argomento di partenza, scrivere la lista dei desideri serve? La mia risposta è: dipende! Se mi aspetto che semplicemente mettere nero su bianco quello che desidero lo faccia magicamente avverare allora la risposta è no! Se invece vedo in questo gesto l'opportunità di guardarmi dentro e capire cosa desidero davvero nella vita, cosa mi fa stare bene e cosa invece mi sta allontanando da me stesso, allora la risposta è sì! Spesso diamo la colpa alla sfortuna se non stiamo vivendo una vita che ci rende felici e ci sentiamo intrappolati in situazioni che pensiamo di non poter cambiare. Invidiamo persone che nella vita fanno il lavoro dei loro sogni e dentro di noi pensiamo che in fondo in fondo si tratta solo di fortuna. A volte è più facile ascrivere il successo altrui alla buona sorte piuttosto che a un loro duro lavoro, impegno, determinazione e chiarezza di intenti; ammetterlo sarebbe ammettere che potenzialmente tutti noi possiamo essere felici raggiungendo i nostri obiettivi. Ognuno può vivere come vuole, ma è altrettanto importante che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Il primo passo? Capire cosa vogliamo! Passo tanto scontato da dire quanto difficile da mettere in atto. Molte volte cresciamo dando per scontato di dover rinunciare ai nostri sogni perché è così che va il mondo. Ma avete mai notato che le persone che sono felici e hanno successo, quasi sempre sono quelle che hanno seguito i propri sogni e hanno assecondato i propri talenti? E' uno spreco per l'intero mondo sacrificare i propri talenti! Abbiamo una vita sola (...o più di una se credete alla reincarnazione!) e sono fermamente convinta che l'unico scopo che abbia un senso sia quello di essere felici. Ma non una felicità fine a se stessa. Parlo della felicità che si sviluppa quando il nostro cuore e la nostra vita sono in risonanza e che ha delle conseguenze anche su chi ci circonda: quando siamo autenticamente positivi, la nostra positività si espande a macchia d'olio contagiando chi ci sta vicino.

Conclusione? Provate a prendere un bel quadernino nuovo, una penna che vi piace, liberate la mente da condizionamenti esterni e interni (la solita vocina nella mente che dice "Non puoi!") e siate sinceri con il foglio bianco che avete davanti. Nessuno lo leggerà, nessuno lo giudicherà più o meno appropriato. Dovete solo cogliere l'opportunità di guardarvi dentro e essere sinceri con voi stessi. E poi provate ad agire di conseguenza. Un consiglio utile è quello di rileggere i desideri che avete scritto tutte le mattine. Niente di esoterico o legato a riti magici! E' solo un promemoria che date a voi stessi per non dimenticare quello che davvero conta per voi; inoltre la ripetizione di questo stimolo positivo andrà a influenzare positivamente il vostro inconscio rafforzandovi nei vostri propositi. 

Spero di non essermi dilungata troppo. Come sempre aspetto i vostri commenti sotto questo post, via mail o sulla pagina Facebook e Instagram.

Vi abbraccio!

Susanna



Tintura madre di Rosmarino

Benvenuti!

Spero che abbiate passato un sereno Natale!

Continuiamo il nostro viaggio nel mondo dei rimedi naturali. Stamani ho fatto una bella passeggiata sul monte e mi sono imbattuta in una stupenda pianta di rosmarino, e mi è venuta l'idea per scrivere questo post. Eccovi intanto la foto del mio ispiratore:


Il rosmarino è una pianta che adoro fin da quando ero piccola e che ho imparato ad utilizzare in diversi modi. Infatti il rosmarino non è solo una pianta profumata e ottima per arricchire le nostre ricette in cucina, ma ha anche tante qualità che possiamo sfruttare per il nostro benessere e per la cura della nostra persona. Si può usarlo per infusi e decotti, oppure come oleolito, come olio essenziale e altre modalità. Oggi ho deciso di parlarvi delle virtù della tintura madre di rosmarino.

Passettino indietro: cosa è una tintura madre? In parole semplici è un preparato fitoterapico che estrae i principi attivi di una pianta fresca utilizzando come solvente una miscela di acqua e alcool. In pratica si mette la parte della pianta fresca che dobbiamo utilizzare a macerare per tre settimane in questa miscela idroalcolica con una proporzione di 1:10, cioè una parte di pianta per 10 parti di solvente. La gradazione alcolica utilizzata varia a seconda dei principi attivi che vogliamo estrarre. Otteniamo alla fine un estratto liquido, e per questo facilmente assimilabile dal nostro organismo; la tintura madre è quindi un modo molto efficace per poter beneficiare in maniera più significativa (per esempio rispetto a un semplice infuso) dei principi attivi della pianta. Si assume per via interna diluita in acqua con un dosaggio variabile che verrà indicato dal medico, dal farmacista o dall'erborista in base al tipo di tintura o della funzione che deve avere. E' importante utilizzarle dopo un consulto con una figura professionale competente in quanto le tinture madre, essendo così ricche di principi attivi, possono avere effetti collaterali e interazioni con i farmaci.

Vediamo quali sono alcuni dei benefici della tintura madre di rosmarino:

  • E' energizzante e stimolante, utile quindi in periodi di stanchezza, forte stress o dopo una malattia
  • E' un antiossidante molto potente, grazie soprattutto alla presenza dell'acido rosmarinico
  • Ha proprietà antisettiche e antibatteriche
  • E' efficace per molti disturbi dell'apparato digerente, come reflusso gastroesofageo, produzione di gas intestinali e cattiva digestione
  • Stimola la peristalsi intestinale e favorisce la diuresi
  • Stimola la funzionalità del fegato e della cistifellea
E' controindicata in gravidanza perché è uno stimolante delle contrazioni uterine. Inoltre, essendo stimolante a livello nervoso, può provocare insonnia se assunta nelle ore serali.

Vi lascio con una curiosità riguardo al nome. "Rosmarino" deriva dalle parole latine "Ros" e "Maris", cioè "Rugiada di mare", appellativo che fa riferimento molto probabilmente al colore dei suoi fiorellini che ricorda appunto il colore del mare. Fin dall'antichità viene associato a significati simbolici potenti e positivi; nell'antica Grecia e Roma veniva collegato all'immortalità dell'anima e per questo ne veniva posto un rametto o una corona sui defunti. Grazie alla sua funzione stimolante della memoria era considerata la "pianta del ricordo" e per questo entrava spesso a far parte della formulazione dei filtri d'amore, dove si cercava di stimolare il ricordo nella persona amata. Sulla nascita del Rosmarino c'è un mito molto bello narrato da Ovidio nelle "Metamorfosi". Narra la storia della principessa Leucotoe, tenuta segregata dal padre, un Re orientale, che venne sedotta dal dio Apollo. Quando il padre lo scoprì fece seppellire la figlia viva; i raggi del sole penetrarono nella tomba della principessa, fino a raggiungere le sue spoglie, e la trasformarono in una pianta dal profumo intenso e persistente: il Rosmarino.

Per oggi mi fermo qui. Vi auguro una splendida serata!

Un abbraccio.

Susanna

Nishime di verdure

Benvenuti!

Eccomi con il mio post settimanale! Oggi facciamo capolino nel mondo della Macrobiotica, mondo meraviglioso ma che, a prima vista, può sembrare complicato o poco applicabile nella cucina di tutti i giorni. Quindi andiamo per gradi. Oggi vi parlerò di un metodo di cottura molto semplice e ideale per la stagione fredda: la cottura "Nishime". In questo periodo è la cottura che prediligo ogni volta che devo cuocere le verdure, perché è pratica, versatile e il risultato è ottimo. Perché ho detto che è ideale per la stagione fredda? Facciamo un passettino indietro e riflettiamo su un concetto tanto intuitivo quanto a volte trascurato: gli alimenti che mangiamo devono portare dentro il nostro corpo un tipo di energia che ci possa aiutare a stare in equilibrio. Cosa significa? Semplificando al massimo: se fuori fa freddo, per stare in equilibrio avrò bisogno di introdurre nel mio organismo del cibo che possa apportare una energia riscaldante; viceversa, se fuori fa caldo, per stare in equilibrio avrò bisogno di introdurre una energia raffreddante. Non è un caso che d'estate aumenti la voglia di insalate, gelati e frutta fresca, mentre d'inverno siamo felici al pensiero di una bella zuppa calda o di una tisana fumante! In Macrobiotica questa ricerca dell'equilibrio e quali sono i modi per mantenerlo sono approfonditi in modo dettagliato. Ci sono alimenti di per sé più riscaldanti di altri, così come ci sono categorie di alimenti più rinfrescanti. Ma il discorso non si ferma qui! Infatti ci sono alcuni metodi di cottura che apportano energia più riscaldante, così come ci sono metodi di cottura che invece sono più adatti per quando abbiamo bisogno di una energia rinfrescante. Il vantaggio di utilizzare un approccio macrobiotico all'alimentazione è la sua estrema flessibilità; ogni cosa viene sempre interpretata in un'ottica di equilibrio dinamico e noi possiamo "giocare" con i vari concetti in modo da adattarli ad ogni situazione. Un esempio: se è inverno ma in casa ho solo una verdura che, secondo la Macrobiotica, ha un'energia rinfrescante, potrò cucinarla con un metodo di cottura tra quelli estremamente riscaldanti in modo da equilibrarla e poter introdurre nel mio corpo, mangiandola, l'energia adatta alla situazione esterna (cioè l'inverno). 

Ecco, la cottura Nishime è un metodo di cottura riscaldante (in Macrobiotica si dice "yanghizzante") ed è per questo che vi dicevo che è adatta a questo periodo!

Come si fa? E' molto semplice! In teoria possiamo utilizzarla per ogni tipo di verdura anche se, tradizionalmente, viene usata preferibilmente con zucca, cipolla, carote, cavoli e daikon. Iniziamo tagliando separatamente ogni verdura a pezzetti. Poi prendiamo una striscia di alga kombu e la mettiamo per qualche minuto in ammollo in acqua fredda. A questo punto prendiamo una pentola, mettiamo sul fondo l'alga kombu e la ricopriamo con poca acqua (circa 1 cm); disponiamo le varie verdure nella pentola a strati seguendo un ordine particolare: partendo dal fondo metteremo prima le verdure che in natura crescono più in superficie, e dopo metteremo le verdure che crescono più in profondità; quindi per esempio metteremo sotto la zucca e sopra la carota. Questo serve per fare in modo che l'energia Yang (riscaldante) di cui sono più carichi gli alimenti che crescono più in profondità, penetri negli alimenti sottostanti e ne amplifichi tale energia. Aggiungete un pizzico di sale marino integrale, tappate e cuocete a fiamma vivace fino a raggiungere l'ebollizione, dopodiché abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura per circa 30 minuti, senza mai mescolare. A fine cottura potete mescolare e aggiungere un pochino di Shoyu (salsa di soia) per insaporire. Pronto! Il risultato? Verdure morbide, quasi cremose, molto saporite (perchè in pratica è una sorta di cottura a vapore e nessuna sostanza si è persa nell'acqua di cottura) e super leggere perchè, se avete notato, non è stato necessario aggiungere grassi!

Io oggi l'ho fatta con zucca e cipolla... la foto non è granché, ma il risultato è stato davvero saporito!


Inoltre è un metodo di cottura molto versatile, perché potete utilizzare le verdure cotte in questo modo come contorno, o abbinate a un cereale, magari aggiungendo anche dei legumi per ottenere un piatto unico. Oppure potete frullare le verdure per ottenere una vellutata saporita o da aggiungere al riso per avere un bel risottino cremoso.



Per oggi mi fermo qui. Spero che proviate questo metodo di cottura e di avervi almeno un po' incuriositi riguardo al magico mondo della Macrobiotica.

Come al solito se avete domande scrivetemi pure, sia lasciando un commento o un messaggio qui sul Blog, che sulle pagine Facebook o Instagram,

Vi abbraccio!

Susanna

Zenzero e Pan di zenzero

 

Benvenuti!

Natale si avvicina e anche con questo post voglio rimanere in tema! Per scrivere l’ultimo post avevo preso spunto dal profumo della cannella; oggi quindi non posso non ricollegarmi all’altro profumo natalizio per eccellenza: lo zenzero. E ve ne parlerò in due modi: il rizoma dello zenzero come rimedio naturale per risolvere numerosi fastidi, e lo zenzero essiccato e macinato come ingrediente fondamentale di una ricetta natalizia, i biscotti Pan di zenzero, ovviamente “riveduta e corretta” in chiave vegan.



Lo zenzero è utilissimo in numerosi disturbi collegati alla digestione. Per esempio, in caso di reflusso gastroesofageo, cioè quando il contenuto acido dello stomaco risale nell’esofago a causa di un malfunzionamento della valvola (cardias) che dovrebbe invece rimanere chiusa dopo il passaggio del bolo alimentare, uno dei rimedi più utili è proprio lo zenzero. Per evitare il reflusso si consiglia di masticare un pezzettino di radice fresca sbucciata dopo aver mangiato, oppure un pezzettino di zenzero essiccato (non candito). Se il sapore intenso dello zenzero intero non è gradito si può ricorrere a un decotto ottenuto facendo bollire per circa 10 minuti una rondella di radice di zenzero fresco sbucciato (per una tazza basta 1 cm circa), si filtra, si aspetta che diventi tiepida e si beve a piccoli sorsi. Un altro rimedio può essere grattugiare un pezzetto di zenzero fresco, strizzarne la polpa per ottenerne il succo e berlo diluito con un po’ di acqua tiepida a fine pasto.

Se soffriamo di acidità di stomaco masticare zenzero essiccato può essere di beneficio.

Anche in caso di troppa aria nello stomaco può essere utile lo zenzero sotto forma di tisana in modo da favorire una corretta digestione.

Per la nausea (con o senza vomito) annusare una fettina di zenzero è un rimedio tradizionale ed efficace, così come masticare un pezzetto di zenzero secco; in questo caso assumere lo zenzero sotto forma di tisana è sconsigliato perché potrebbe scatenare il vomito.

Nonostante le sue numerose qualità, ci sono casi in cui il suo utilizzo è sconsigliato, in particolare se si assumono anticoagulanti o in presenza di ulcere o ferite in quanto lo zenzero è un anticoagulante naturale.

Oltre ai benefici per la nostra salute non dimentichiamoci che il suo profumo e il suo sapore piccantino donano un tocco in più a piatti sia dolci che salati. Oggi vi voglio dare una mia versione dei tradizionali Pan di zenzero, i classici biscottini speziati che non possono mancare per le feste natalizie. Di solito si preparano aggiungendo alla pasta frolla delle spezie molto profumate, come appunto lo zenzero essiccato, ma anche la cannella, i chiodi di garofano, il pepe nero, la noce moscata e il cardamomo. La pasta frolla è normalmente fatta con farina raffinata, uova, burro e zucchero bianco; soffermiamoci un attimo a riflettere su questi ingredienti, perchè troppo spesso abbiamo l'abitudine di mangiare questo tipo di preparazione in modo “superficiale”, cioè senza chiederci se questi ingredienti facciano bene al nostro corpo oppure no. La risposta è abbastanza scontata, così come vorrei che fosse scontato il concetto che mangiare consapevole e sano non equivalga a privarci di alimenti che ci possono dare gioia come, per esempio, questi profumati biscottini natalizi! Ecco quindi la mia “traduzione” in termini vegan della ricetta tradizionale, senza farine ne zuccheri raffinati, senza uova e burro; vi posso assicurare che rimarrete stupiti della facilità della ricetta e della bontà del risultato.



Ecco gli ingredienti:

100 gr di farina di mais fioretto, 300 gr di farina di tipo 2, 100 gr di olio di semi di girasole, 50 gr di sciroppo di riso, 50 gr di zucchero di canna, 1/2 cucchiaino di cremor tartaro, 1 pizzico di sale marino integrale, la scorza grattugiata di un’arancia,  1 cucchiaino di cannella, 1 cucchiaino di zenzero, 1 cucchiaino di chiodi di garofano macinati, 1 cucchiaino di noce moscata, acqua quanto basta per raggiungere la consistenza desiderata. 

Preparazione:

In una terrina miscelate le due farine e disponetele con il buco al centro a fontana. Versate l'olio e scioglieteci lo sciroppo di riso e lo zucchero; aggiungete le spezie, la buccia grattugiata dell’arancia, il sale e il cremor tartaro ed amalgamate bene. Iniziate gradualmente ad incorporare la farina e lavorate l'impasto con le mani come una normale pasta frolla; aggiungete poca acqua, se necessario, fino a raggiungere una consistenza compatta ma morbida.

Stendete con il mattarello l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata fino a raggiungere uno spessore di circa mezzo centimetro; con le formine ricavate i biscotti che andrete ad adagiare su una teglia ricoperta da carta da forno. Cuocete in forno statico già caldo a 180° per circa 15 minuti; toglieteli anche se sembrano ancora un po' morbidi: raggiungeranno la giusta consistenza raffreddandosi.

 

Per adesso mi fermo qui. Come al solito se avete domande o commenti potete scriverle qui sotto, sulla pagina Facebook o sul profilo Instagram.

Vi abbraccio.

Susanna

Alimentazione e ambiente

Benvenuti :-) La Pasqua si avvicina e, complice la zona rossa che ci obbligherà a festeggiare questa ricorrenza a casa, molti di noi saranno...