Tintura madre di Rosmarino

Benvenuti!

Spero che abbiate passato un sereno Natale!

Continuiamo il nostro viaggio nel mondo dei rimedi naturali. Stamani ho fatto una bella passeggiata sul monte e mi sono imbattuta in una stupenda pianta di rosmarino, e mi è venuta l'idea per scrivere questo post. Eccovi intanto la foto del mio ispiratore:


Il rosmarino è una pianta che adoro fin da quando ero piccola e che ho imparato ad utilizzare in diversi modi. Infatti il rosmarino non è solo una pianta profumata e ottima per arricchire le nostre ricette in cucina, ma ha anche tante qualità che possiamo sfruttare per il nostro benessere e per la cura della nostra persona. Si può usarlo per infusi e decotti, oppure come oleolito, come olio essenziale e altre modalità. Oggi ho deciso di parlarvi delle virtù della tintura madre di rosmarino.

Passettino indietro: cosa è una tintura madre? In parole semplici è un preparato fitoterapico che estrae i principi attivi di una pianta fresca utilizzando come solvente una miscela di acqua e alcool. In pratica si mette la parte della pianta fresca che dobbiamo utilizzare a macerare per tre settimane in questa miscela idroalcolica con una proporzione di 1:10, cioè una parte di pianta per 10 parti di solvente. La gradazione alcolica utilizzata varia a seconda dei principi attivi che vogliamo estrarre. Otteniamo alla fine un estratto liquido, e per questo facilmente assimilabile dal nostro organismo; la tintura madre è quindi un modo molto efficace per poter beneficiare in maniera più significativa (per esempio rispetto a un semplice infuso) dei principi attivi della pianta. Si assume per via interna diluita in acqua con un dosaggio variabile che verrà indicato dal medico, dal farmacista o dall'erborista in base al tipo di tintura o della funzione che deve avere. E' importante utilizzarle dopo un consulto con una figura professionale competente in quanto le tinture madre, essendo così ricche di principi attivi, possono avere effetti collaterali e interazioni con i farmaci.

Vediamo quali sono alcuni dei benefici della tintura madre di rosmarino:

  • E' energizzante e stimolante, utile quindi in periodi di stanchezza, forte stress o dopo una malattia
  • E' un antiossidante molto potente, grazie soprattutto alla presenza dell'acido rosmarinico
  • Ha proprietà antisettiche e antibatteriche
  • E' efficace per molti disturbi dell'apparato digerente, come reflusso gastroesofageo, produzione di gas intestinali e cattiva digestione
  • Stimola la peristalsi intestinale e favorisce la diuresi
  • Stimola la funzionalità del fegato e della cistifellea
E' controindicata in gravidanza perché è uno stimolante delle contrazioni uterine. Inoltre, essendo stimolante a livello nervoso, può provocare insonnia se assunta nelle ore serali.

Vi lascio con una curiosità riguardo al nome. "Rosmarino" deriva dalle parole latine "Ros" e "Maris", cioè "Rugiada di mare", appellativo che fa riferimento molto probabilmente al colore dei suoi fiorellini che ricorda appunto il colore del mare. Fin dall'antichità viene associato a significati simbolici potenti e positivi; nell'antica Grecia e Roma veniva collegato all'immortalità dell'anima e per questo ne veniva posto un rametto o una corona sui defunti. Grazie alla sua funzione stimolante della memoria era considerata la "pianta del ricordo" e per questo entrava spesso a far parte della formulazione dei filtri d'amore, dove si cercava di stimolare il ricordo nella persona amata. Sulla nascita del Rosmarino c'è un mito molto bello narrato da Ovidio nelle "Metamorfosi". Narra la storia della principessa Leucotoe, tenuta segregata dal padre, un Re orientale, che venne sedotta dal dio Apollo. Quando il padre lo scoprì fece seppellire la figlia viva; i raggi del sole penetrarono nella tomba della principessa, fino a raggiungere le sue spoglie, e la trasformarono in una pianta dal profumo intenso e persistente: il Rosmarino.

Per oggi mi fermo qui. Vi auguro una splendida serata!

Un abbraccio.

Susanna

Nishime di verdure

Benvenuti!

Eccomi con il mio post settimanale! Oggi facciamo capolino nel mondo della Macrobiotica, mondo meraviglioso ma che, a prima vista, può sembrare complicato o poco applicabile nella cucina di tutti i giorni. Quindi andiamo per gradi. Oggi vi parlerò di un metodo di cottura molto semplice e ideale per la stagione fredda: la cottura "Nishime". In questo periodo è la cottura che prediligo ogni volta che devo cuocere le verdure, perché è pratica, versatile e il risultato è ottimo. Perché ho detto che è ideale per la stagione fredda? Facciamo un passettino indietro e riflettiamo su un concetto tanto intuitivo quanto a volte trascurato: gli alimenti che mangiamo devono portare dentro il nostro corpo un tipo di energia che ci possa aiutare a stare in equilibrio. Cosa significa? Semplificando al massimo: se fuori fa freddo, per stare in equilibrio avrò bisogno di introdurre nel mio organismo del cibo che possa apportare una energia riscaldante; viceversa, se fuori fa caldo, per stare in equilibrio avrò bisogno di introdurre una energia raffreddante. Non è un caso che d'estate aumenti la voglia di insalate, gelati e frutta fresca, mentre d'inverno siamo felici al pensiero di una bella zuppa calda o di una tisana fumante! In Macrobiotica questa ricerca dell'equilibrio e quali sono i modi per mantenerlo sono approfonditi in modo dettagliato. Ci sono alimenti di per sé più riscaldanti di altri, così come ci sono categorie di alimenti più rinfrescanti. Ma il discorso non si ferma qui! Infatti ci sono alcuni metodi di cottura che apportano energia più riscaldante, così come ci sono metodi di cottura che invece sono più adatti per quando abbiamo bisogno di una energia rinfrescante. Il vantaggio di utilizzare un approccio macrobiotico all'alimentazione è la sua estrema flessibilità; ogni cosa viene sempre interpretata in un'ottica di equilibrio dinamico e noi possiamo "giocare" con i vari concetti in modo da adattarli ad ogni situazione. Un esempio: se è inverno ma in casa ho solo una verdura che, secondo la Macrobiotica, ha un'energia rinfrescante, potrò cucinarla con un metodo di cottura tra quelli estremamente riscaldanti in modo da equilibrarla e poter introdurre nel mio corpo, mangiandola, l'energia adatta alla situazione esterna (cioè l'inverno). 

Ecco, la cottura Nishime è un metodo di cottura riscaldante (in Macrobiotica si dice "yanghizzante") ed è per questo che vi dicevo che è adatta a questo periodo!

Come si fa? E' molto semplice! In teoria possiamo utilizzarla per ogni tipo di verdura anche se, tradizionalmente, viene usata preferibilmente con zucca, cipolla, carote, cavoli e daikon. Iniziamo tagliando separatamente ogni verdura a pezzetti. Poi prendiamo una striscia di alga kombu e la mettiamo per qualche minuto in ammollo in acqua fredda. A questo punto prendiamo una pentola, mettiamo sul fondo l'alga kombu e la ricopriamo con poca acqua (circa 1 cm); disponiamo le varie verdure nella pentola a strati seguendo un ordine particolare: partendo dal fondo metteremo prima le verdure che in natura crescono più in superficie, e dopo metteremo le verdure che crescono più in profondità; quindi per esempio metteremo sotto la zucca e sopra la carota. Questo serve per fare in modo che l'energia Yang (riscaldante) di cui sono più carichi gli alimenti che crescono più in profondità, penetri negli alimenti sottostanti e ne amplifichi tale energia. Aggiungete un pizzico di sale marino integrale, tappate e cuocete a fiamma vivace fino a raggiungere l'ebollizione, dopodiché abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura per circa 30 minuti, senza mai mescolare. A fine cottura potete mescolare e aggiungere un pochino di Shoyu (salsa di soia) per insaporire. Pronto! Il risultato? Verdure morbide, quasi cremose, molto saporite (perchè in pratica è una sorta di cottura a vapore e nessuna sostanza si è persa nell'acqua di cottura) e super leggere perchè, se avete notato, non è stato necessario aggiungere grassi!

Io oggi l'ho fatta con zucca e cipolla... la foto non è granché, ma il risultato è stato davvero saporito!


Inoltre è un metodo di cottura molto versatile, perché potete utilizzare le verdure cotte in questo modo come contorno, o abbinate a un cereale, magari aggiungendo anche dei legumi per ottenere un piatto unico. Oppure potete frullare le verdure per ottenere una vellutata saporita o da aggiungere al riso per avere un bel risottino cremoso.



Per oggi mi fermo qui. Spero che proviate questo metodo di cottura e di avervi almeno un po' incuriositi riguardo al magico mondo della Macrobiotica.

Come al solito se avete domande scrivetemi pure, sia lasciando un commento o un messaggio qui sul Blog, che sulle pagine Facebook o Instagram,

Vi abbraccio!

Susanna

Zenzero e Pan di zenzero

 

Benvenuti!

Natale si avvicina e anche con questo post voglio rimanere in tema! Per scrivere l’ultimo post avevo preso spunto dal profumo della cannella; oggi quindi non posso non ricollegarmi all’altro profumo natalizio per eccellenza: lo zenzero. E ve ne parlerò in due modi: il rizoma dello zenzero come rimedio naturale per risolvere numerosi fastidi, e lo zenzero essiccato e macinato come ingrediente fondamentale di una ricetta natalizia, i biscotti Pan di zenzero, ovviamente “riveduta e corretta” in chiave vegan.



Lo zenzero è utilissimo in numerosi disturbi collegati alla digestione. Per esempio, in caso di reflusso gastroesofageo, cioè quando il contenuto acido dello stomaco risale nell’esofago a causa di un malfunzionamento della valvola (cardias) che dovrebbe invece rimanere chiusa dopo il passaggio del bolo alimentare, uno dei rimedi più utili è proprio lo zenzero. Per evitare il reflusso si consiglia di masticare un pezzettino di radice fresca sbucciata dopo aver mangiato, oppure un pezzettino di zenzero essiccato (non candito). Se il sapore intenso dello zenzero intero non è gradito si può ricorrere a un decotto ottenuto facendo bollire per circa 10 minuti una rondella di radice di zenzero fresco sbucciato (per una tazza basta 1 cm circa), si filtra, si aspetta che diventi tiepida e si beve a piccoli sorsi. Un altro rimedio può essere grattugiare un pezzetto di zenzero fresco, strizzarne la polpa per ottenerne il succo e berlo diluito con un po’ di acqua tiepida a fine pasto.

Se soffriamo di acidità di stomaco masticare zenzero essiccato può essere di beneficio.

Anche in caso di troppa aria nello stomaco può essere utile lo zenzero sotto forma di tisana in modo da favorire una corretta digestione.

Per la nausea (con o senza vomito) annusare una fettina di zenzero è un rimedio tradizionale ed efficace, così come masticare un pezzetto di zenzero secco; in questo caso assumere lo zenzero sotto forma di tisana è sconsigliato perché potrebbe scatenare il vomito.

Nonostante le sue numerose qualità, ci sono casi in cui il suo utilizzo è sconsigliato, in particolare se si assumono anticoagulanti o in presenza di ulcere o ferite in quanto lo zenzero è un anticoagulante naturale.

Oltre ai benefici per la nostra salute non dimentichiamoci che il suo profumo e il suo sapore piccantino donano un tocco in più a piatti sia dolci che salati. Oggi vi voglio dare una mia versione dei tradizionali Pan di zenzero, i classici biscottini speziati che non possono mancare per le feste natalizie. Di solito si preparano aggiungendo alla pasta frolla delle spezie molto profumate, come appunto lo zenzero essiccato, ma anche la cannella, i chiodi di garofano, il pepe nero, la noce moscata e il cardamomo. La pasta frolla è normalmente fatta con farina raffinata, uova, burro e zucchero bianco; soffermiamoci un attimo a riflettere su questi ingredienti, perchè troppo spesso abbiamo l'abitudine di mangiare questo tipo di preparazione in modo “superficiale”, cioè senza chiederci se questi ingredienti facciano bene al nostro corpo oppure no. La risposta è abbastanza scontata, così come vorrei che fosse scontato il concetto che mangiare consapevole e sano non equivalga a privarci di alimenti che ci possono dare gioia come, per esempio, questi profumati biscottini natalizi! Ecco quindi la mia “traduzione” in termini vegan della ricetta tradizionale, senza farine ne zuccheri raffinati, senza uova e burro; vi posso assicurare che rimarrete stupiti della facilità della ricetta e della bontà del risultato.



Ecco gli ingredienti:

100 gr di farina di mais fioretto, 300 gr di farina di tipo 2, 100 gr di olio di semi di girasole, 50 gr di sciroppo di riso, 50 gr di zucchero di canna, 1/2 cucchiaino di cremor tartaro, 1 pizzico di sale marino integrale, la scorza grattugiata di un’arancia,  1 cucchiaino di cannella, 1 cucchiaino di zenzero, 1 cucchiaino di chiodi di garofano macinati, 1 cucchiaino di noce moscata, acqua quanto basta per raggiungere la consistenza desiderata. 

Preparazione:

In una terrina miscelate le due farine e disponetele con il buco al centro a fontana. Versate l'olio e scioglieteci lo sciroppo di riso e lo zucchero; aggiungete le spezie, la buccia grattugiata dell’arancia, il sale e il cremor tartaro ed amalgamate bene. Iniziate gradualmente ad incorporare la farina e lavorate l'impasto con le mani come una normale pasta frolla; aggiungete poca acqua, se necessario, fino a raggiungere una consistenza compatta ma morbida.

Stendete con il mattarello l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata fino a raggiungere uno spessore di circa mezzo centimetro; con le formine ricavate i biscotti che andrete ad adagiare su una teglia ricoperta da carta da forno. Cuocete in forno statico già caldo a 180° per circa 15 minuti; toglieteli anche se sembrano ancora un po' morbidi: raggiungeranno la giusta consistenza raffreddandosi.

 

Per adesso mi fermo qui. Come al solito se avete domande o commenti potete scriverle qui sotto, sulla pagina Facebook o sul profilo Instagram.

Vi abbraccio.

Susanna

L'olio essenziale di Cannella

 

Benvenuti!

Per non annoiarvi e per non sembrare monotematica, ho deciso di alternare il più possibile gli argomenti di cui voglio parlarvi in questo blog, quindi andando avanti con le settimane troverete articoli che parlano di rimedi naturali, di alimentazione consapevole, di macrobiotica, di fiori di Bach, di meditazione… e oggi è il turno degli oli essenziali!

Visto che il Natale si avvicina e visto che poche cose come i profumi hanno il potere di riportarci indietro con i ricordi e di creare atmosfere magiche, oggi ho scelto di parlarvi di uno dei profumi che più evocano il Natale: la cannella.




Sicuramente a tutti sarà capitato di utilizzare o assaggiare la cannella in torte e biscotti, ma magari non tutti si sono soffermati a pensare al fatto che la cannella è una spezia che, oltre ad essere buona e profumata, ha un’infinità di utilizzi che hanno a che fare con il nostro benessere. Dei molti usi che ne possiamo fare inserendo la cannella essiccata in tisane e altri rimedi ve ne parlerò in un altro post; oggi mi voglio soffermare su un tipo di utilizzo della cannella un po’ meno conosciuto, ovvero l’olio essenziale.

Quando si parla di olio essenziale si parla di una sostanza molto preziosa e concentrata e, ovviamente, molto potente. L’olio essenziale di cannella è prodotto per distillazione in corrente di vapore dalla corteccia della pianta Cinnamomun verum, pianta originaria dell’isola di Ceylon (l’attuale Sri Lanka); tuttora è proprio da lì che arriva la cannella di migliore qualità. Fin dall’antichità questa spezia era considerata molto preziosa, tanto che veniva utilizzata per fare offerte agli dei ed era ritenuta insostituibile per le sue virtù antisettiche; abbiamo testimonianze del suo utilizzo che risalgono al 2.700 a.C. in Cina, al 2.000 a.C. in Egitto e nella antica tradizione Ayurvedica. Il suo utilizzo continuò anche in Grecia, a Roma e nel Medioevo, quando veniva bruciata e portata con sé per combattere le epidemie.

Anche oggi, come nell’antichità, continuiamo a sfruttare le meravigliose proprietà di questa spezia dal profumo caldo e dolce e ricerche scientifiche hanno confermato le sue proprietà disinfettanti, antivirali e antibatteriche.

Va detto innanzi tutto che l’olio essenziale di cannella non va mai usato puro, ma sempre diluito in un olio vettore, in quanto può essere molto irritante per la pelle e le mucose; non applicare sul viso nemmeno quando è diluito. Inoltre è sconsigliato l’utilizzo in gravidanza, durante l’allattamento e su bambini al di sotto dei 12 anni.

Svolge un’azione tonificante sul sistema nervoso, stimola la creatività ed è indicato quando abbiamo bisogno di rilassarci o di riequilibrare stati d’animo ansiosi o depressivi; il suo profumo avvolgente scalda e apre il cuore. E’ utile in caso di raffreddore, bronchiti e sintomi influenzali, ma anche in caso di diarrea, cattiva digestione e gonfiore addominale.

Possiamo utilizzarlo nel diffusore di essenze (1 goccia di olio essenziale per 1 mq di ambiente), per fare dei suffumigi se siamo raffreddati (mettere 6/7 gocce in una bacinella d’acqua calda, non bollente, coprire il capo con un asciugamano e respirare i vapori tenendo gli occhi chiusi per circa 5 minuti), diluito con un olio vettore per massaggiare la pancia in caso di diarrea e gas intestinali (10 gocce in 100 ml di olio) o usato come olio da massaggi se si hanno dolori muscolari o articolari. Si possono sfruttare le sue proprietà tonificanti e rilassanti anche nella vasca da bagno, sciogliendo 6/8 gocce di olio essenziale in un pochino di sale che verrà aggiunto all’acqua calda del bagno; essendo irritante è importante ricordarsi di non aggiungere l’olio direttamente nell’acqua della vasca.

Familiarizzarsi con l’utilizzo degli oli essenziali è un viaggio magico che, oltre ad avere incredibili benefici da un punto di vista fisico, ci riconnette dolcemente con le nostre emozioni più profonde. Le sostanze volatili contenute negli oli essenziali infatti quando vengono inalate raggiungono direttamente la parte del nostro cervello dove sono registrate le nostre esperienze emotive, cioè il sistema limbico; per questo i profumi sono imbattibili per scatenare in noi ricordi ed emozioni visto che vanno a colpire direttamente la nostra parte emozionale prima ancora che noi possiamo fare da “filtro” con la nostra parte più razionale. Non trovate che tutto questo abbia una potenza incredibile?

Per adesso mi fermo qui. Come al solito se avete domande o commenti potete scriverle qui sotto, sulla pagina Facebook o sul profilo Instagram.

Vi abbraccio.

Susanna

 

L'oleolito di Iperico

 

Benvenuti!

Come sicuramente avrete notato, l’immagine che ho scelto per rappresentare questo mio nuovo progetto è un bellissimo fiorellino giallo che forse non tutti conoscono. Stiamo parlando dell’iperico, fiore dalle mille virtù e strettamente collegato ad affascinanti miti e tradizioni popolari. Quindi non potevo non dedicare a questa creatura meravigliosa il primo articolo del blog! In particolare vorrei parlarvi di uno dei tanti modi in cui l’iperico può essere utilizzato per aiutarci a risolvere alcuni fastidi e problematiche molto comuni: l’oleolito di iperico.

Non è un caso che abbia scelto di parlarvi proprio di questa preparazione: questo oleolito è stato infatti il primo “esperimento” che ho fatto quando muovevo i primi passi nel mondo dell’autoproduzione di rimedi e prodotti di cosmesi naturale e che mi ha portato, col tempo, a sperimentare sempre di più e a impratichirmi anche con altri tipi di preparazioni, come tinture madri, unguenti, creme, ecc.

Iniziamo spiegando in poche parole che cosa è un oleolito e poi vediamo più nel dettaglio quali possono essere le proprietà e gli utilizzi dell’oleolito di iperico.

Per oleolito si intende il risultato della macerazione di una pianta, di un fiore o più in generale di una droga, in un olio vegetale; durante il tempo di macerazione (che è variabile a seconda del tipo di pianta o della procedura che scegliamo di utilizzare) la pianta rilascia i suoi principi attivi liposolubili (cioè quelli che si sciolgono in una sostanza grassa) nell’olio in modo che, una volta filtrato, possa essere utilizzato per beneficiare di tali proprietà. A questo punto si può utilizzare così com’è oppure farne un ingrediente per creme, unguenti o altri preparati.

L’oleolito di iperico è caratterizzato da un colore rosso brillante che richiama subito alla mente il sole e l’estate, periodo in cui si raccoglie nel pieno del suo tempo balsamico; da tradizione questo fiore è legato infatti alla festività di San Giovanni (24 giugno) e proprio intorno a questa ricorrenza ci sono molti riti e tradizioni davvero belle, ma delle quali vi parlerò in un altro post.

Perché l’oleolito di iperico è così prezioso e indispensabile? Vediamo brevemente alcune delle sue proprietà incredibili.

  •       Applicato sulla cute arrossata dal sole o su piccole scottature ha un effetto lenitivo ed emolliente.
  •          Essendo un ottimo cicatrizzante rivela la sua efficacia in caso di piccole ferite, acne, piaghe da decubito e smagliature in quanto stimola la rigenerazione cellulare.
  •          Utilizzato sulle punture di insetto o di medusa aiuta a ridurre immediatamente il fastidio e il dolore.
  •          In caso di dolori muscolari si rivela un ottimo olio da massaggio.
  •          E’ considerato uno degli antirughe più potenti che ci sia in natura, quindi applicato sulla pelle del viso la sera svolge la sua efficace azione di antinvecchiamento cellulare.
  •      Massaggiato sulle unghie le rinforza e applicato sui capelli e sul cuoio capelluto ne stimola la crescita e li rende più sani e belli.

E’ necessario ricordare che l’ipericina, uno dei principi attivi di questa pianta, può avere un effetto fotosensibilizzante su alcune persone, quindi dobbiamo avere l’accortezza di non esporre al sole la cute dopo aver applicato l’oleolito.

E adesso ecco una carrellata di foto fatte da me questa estate durante la raccolta e la preparazione dell'oleolito di iperico!




Fiori di iperico appena raccolti durante una delle mie amate camminate sul monte.







Ecco i fiori freschi raccolti e messi a macerare al sole in olio. La mia terrazza durante l'estate è invasa da barattoli con oleoliti di ogni tipo! Notate il colore rosso brillante che prende l'oleolito dopo qualche giorno di macerazione!



Ed ecco l'oleolito filtrato e imbottigliato in bottigline di vetro scuro con contagocce. Guardate che colore prezioso!



Qui invece potete vedere l'oleolito di iperico in un'altra versione: unito a burro di karitè e a oli essenziali, l'ho utilizzato per realizzare un unguento.



Per adesso mi fermo qui. Se avete domande, commenti o dubbi su questo argomento lasciate un commento qui sotto o contattatemi sulla pagina Facebook, Instagram o tramite e-mail.

Vi abbraccio.

Susanna

Benvenuti!

Benvenuti!

Sono felicissima di dare il via ufficialmente  a questo nuovo progetto frutto dei miei studi e delle mie esperienze nel campo della Naturopatia e dell’Alimentazione consapevole.

Chi già mi conosce sa che da diversi anni  tengo corsi, laboratori e seminari sulla cucina, sull'alimentazione consapevole vegan e sulla Meditazione in tutta la Toscana, collaborando anche con diverse associazioni, negozi biologici, palestre e agriturismi. L’idea che ho sempre cercato di trasmettere durante i miei corsi è che il nostro benessere psicofisico è strettamente legato alle nostre scelte: quello che mangiamo, che sentiamo, che vediamo e che pensiamo, entra a far parte di noi e ci modifica profondamente in ogni istante. Portare la consapevolezza su questo aspetto ci dà il potere di scegliere e quando capiamo che la chiave del nostro equilibrio è nelle nostre mani non possiamo fare altro che sentirci finalmente liberi.

Questo nuovo progetto, che va di pari passo con il mio lavoro di Naturopata e di insegnante di alimentazione consapevole, vuole allargarsi al mondo dei Social e quindi includerà una pagina Facebook, un profilo Instagram e questo Blog per avere sempre più mezzi per comunicare con voi. Il mio scopo è di condividere informazioni e riflessioni, spero utili e piacevoli, che rispecchiano il mio modo di essere Naturopata. Perché si può essere Naturopati in infiniti modi, utilizzando approcci e tecniche differenti. Per me essere una Naturopata significa accompagnare le persone verso la riscoperta del proprio potere di scegliere, e spesso questo si accompagna al cammino di riavvicinamento ai nostri ritmi ed esigenze naturali, in piena sintonia ed equilibrio con i ritmi della Natura.

L'alimentazione consapevole, i trattamenti Reiki e di Riflessologia plantare, l'utilizzo dell'Aromaterapia e dei Fiori di Bach, la Meditazione sono alcune delle strade che percorro per accompagnare le persone a riscoprire la capacità che è dentro ognuno di noi di ritrovare il proprio equilibrio.

Quindi non mi resta che augurarvi buona lettura, con la speranza che questo progetto possa diventare sempre di più un luogo di dialogo, scambio e arricchimento reciproco.

Vi abbraccio.                                                                                                                

Susanna

Alimentazione e ambiente

Benvenuti :-) La Pasqua si avvicina e, complice la zona rossa che ci obbligherà a festeggiare questa ricorrenza a casa, molti di noi saranno...