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La Pasqua si avvicina e, complice la zona rossa che ci obbligherà a festeggiare questa ricorrenza a casa, molti di noi saranno alle prese con la stesura del menù di Pasqua. Quale occasione migliore per condividere con voi una riflessione che ha proprio a che fare con quello che sceglieremo di mettere in tavola?
Facciamo un passo indietro. Qualche giorno fa stavo aiutando mia figlia (Terza Media) a fare i compiti. Doveva leggere e analizzare un documento della Fao a proposito del tema delle risorse idriche. Argomento importante ed ero molto contenta che venissero stimolate queste riflessioni a scuola. Ma leggendo il documento ho notato che l'informazione che veniva fatta passare era assolutamente incompleta e parziale. Uno dei dati che veniva fornito è che circa il 70% dell'acqua dolce viene impiegato per la produzione agricola, percentuale che in alcuni paesi in via di sviluppo raggiunge il 90%. Da qui veniva proposta una riflessione che riguardava il trovare un modo per incrementare la produzione utilizzando meno acqua. Il messaggio e l'informazione che viene passata ai ragazzi si fermava qui. Dove è il problema? Il problema fondamentale è che non è stato specificato che i 2/3 dei terreni dedicati all'agricoltura serve per coltivare mangime per gli allevamenti intensivi. Vi sembra un dettaglio da poco? Non è l'agricoltura per "utilizzo umano" che sta sfruttando tutte le risorse del Pianeta! Pensiamo a quanta acqua viene utilizzata per le coltivazioni di mangimi, quella che gli animali degli allevamenti intensivi bevono e tutta l'acqua che viene utilizzata per la pulizia degli allevamenti e dei macelli. Il settimanale Newsweek ha calcolato che per produrre soltanto 5 kg di carne bovina, viene utilizzata la stessa quantità di acqua che una famiglia americana media consuma in un anno per bere, lavarsi, lavare la casa, innaffiare il giardino, ecc. Vi rendete conto?!?
Quindi, ben vengano tutte le raccomandazioni che vengono suggerite ai ragazzi riguardo al risparmio idrico, come fare docce brevi, chiudere l'acqua del rubinetto quando ci laviamo i denti, ecc. Ma se questi piccoli accorgimenti sono a ragione considerati importanti, a maggior ragione dovrebbe essere consigliato un cambiamento di alimentazione per avere un impatto ancora più positivo sull'ambiente!
Vi segnalo un sito veramente molto interessante dove potrete valutare con i vostri occhi la differenza dell'impatto ambientale tra un menù vegano e un menù "onnivoro"; se non avete mai fatto questo tipo di riflessione rimarrete sconvolti! Il sito è https://www.mioecomenu.it/ e troverete una pagina dove inserire per filo e per segno quello che mangiate in una vostra giornata, dalla colazione alla cena e vedere in che modo le vostre scelte alimentari hanno impattato sull'ambiente.
Vi metto il grafico che mi è risultato inserendo uno dei nostri menù giornalieri:
Impressionante, vero?
Concludendo, visto che la Pasqua si avvicina, non starò qui a farvi i soliti discorsi che noi vegani facciamo sempre in questo periodo, tipo "salvate gli agnelli", perché sono arrivata alla conclusione che chi non prova empatia per un essere senziente (che può essere un agnello, un maiale, una mucca, una gallina o un pesce) non inizierà certo a provarla perché io per Pasqua gli ricordo di avere pietà per gli agnelli! Però una cosa la posso fare e forse può avere un impatto maggiore: continuare a divulgare dati inconfutabili che mangiare carne e derivati è un danno incalcolabile per l'ambiente. E' inutile riempirsi la bocca di tanti bei discorsi ecologisti se poi non facciamo l'azione più importante e che è totalmente nelle nostre mani, ovvero scegliere di eliminare o almeno diminuire drasticamente il consumo di animali: il pianeta vi ringrazierà... e vi ringrazieranno anche gli animali e la vostra salute. Pensateci!
Vi auguro una felice Pasqua consapevole.
Vi abbraccio!
Susanna

